Vaccino influenza, sì o no? Quando, come e perché vaccinarsi

C’è sempre un gran dibattito sul vaccino contro l’influenza, sono molti a schierarsi a favore ma ci sono anche molte persone che non sembrano essere favorevoli, la verità è che dovremmo attenerci a ciò che viene indicato dal Ministero della Salute, che teniamo in considerazione come fonte ufficiale per trattare questo argomento.

L’influenza è una malattia che viene provocata da virus influenzali che infettano le vie aeree, durante lo stesso periodo dell’anno ne possono circolare diversi contemporaneamente che provocano delle affezioni difficili da distinguere dal punto di vista clinico, dall’influenza, come ad esempio l’adenovirus, il rhinovirus, ect…

Sintomi dell’influenza

I sintomi dell’influenza sono facilmente riconoscibili e comprendono l’insorgenza improvvisa di febbre molto alta, tosse e dolori muscolari. Inoltre, altri sintomi comuni sono mal di testa, perdita di appetito, brividi, stanchezza e mal di gola.

In alcuni casi si possono verificare nausea, vomito, diarrea, in particolare nei bambini piccoli. La maggior parte delle persone guarisce in 7-10 giorni, mentre altri soggetti, over 65, bambini e adulti e bambini con patologie croniche, sono maggiormente a rischio di complicanze o peggioramento delle condizioni.

Trasmissione dell’influenza

La trasmissione dell’influenza avviene per via aerea tramite goccioline di saline e secrezioni respiratorie, in particolare: in maniera diretta tramite tosse, starnuti o parlando a distanze molto ravvicinate; in maniera indiretta, tramite dispersione di goccioline e secrezioni su oggetti e superfici.

Durante il periodo del virus influenzale si consiglia di seguire alcune precauzioni:

  • Evitare luoghi affollati
  • Lavare le mani con regolarità con acqua e sapone, oppure, in alternativa, soluzioni a base di alcol o salviette disinfettanti
  • Non toccarsi con le mani occhi, bocca e naso
  • Coprire bocca e naso quando di tossisce o starnutisce con un fazzoletto e poi gettarlo
  • Far aerare le stanze  dove si passa il tempo

Queste sono delle piccole accortezze da adottare che possono evitare di restare contagiati dal virus. I paziente affetti da influenza sono contagiosi anche durante il periodo dell’incubazione, ancor prima che si manifestino i sintomi.

Le persone adulte possono trasmettere il virus da 3 a 7 giorni dopo che la malattia ha avuto inizio, mentre i bambini sono molto più contagiosi e per più tempo.

Vaccino sì, ecco quando e come vaccinarsi

È giusto vaccinarsi per prevenire l’influenza, il periodo, in base alla nostra situazione climatica e all’andamento temporale delle epidemie nel nostro Paese, è quello autunnale, dai mesi a partire da metà ottobre fino a fine dicembre.

È consigliato effettuare il vaccino a pazienti in condizioni particolari anche se si presentano in ritardo per la vaccinazione. Può essere molto utile quando si tratta di una stagione influenzale tardiva o se ci sono pazienti particolarmente a rischio.

Ricordiamo che la risposta immunitaria alla vaccinazione può impiegare circa 2 settimane per svilupparsi pienamente.

I bambini in buone condizioni di salute possono reagire in autonomia o con il semplice supporto di terapie sui sintomi del virus. Ci sono comunque bambini a cui è consigliata la vaccinazione, sia per prevenzione collettiva ma soprattutto, per protezione individuale, perché in presenza di malattie pregresse, il virus influenzale potrebbe portare a complicanze importanti.

Tra le malattie che possono determinare un aggravamento in caso di contagio del virus influenzale ci sono: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, malattie cardio-circolatorie, diabete mellito, malattie metaboliche, insufficienza renale, tumori, malattie congenite o acquisite che portano a immunodepressione, malattie infiammatorie croniche e da malassorbimento intestinale, epatopatie croniche e molte altre.

Il vaccino influenzale non va somministrato ai bambini più piccoli di 6 mesi, ma può essere utile vaccinare la madre e i familiari per proteggere i piccoli in modo indiretto.

Dove vaccinarsi

Sono le regioni e ogni provincia autonoma a stabilire le strutture dove effettuare le vaccinazioni, oltre ai Servizi di vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, possono fare il vaccino i Medici di Medicina Generale e i Pediatri.